#Buccinasco: A TEATRO PER RIFLETTERE SULLA LIBERAZIONE

settantaIl percorso è iniziato a gennaio con la celebrazione della Giornata della Memoria ed è proseguito a marzo con l’intitolazione del giardino di via Emilia alla Costituente ricordando Teresa Mattei, la più giovane parlamentare che contribuì a scrivere la Costituzione.

Si continua con nuove proposte nel mese di aprile, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile, a 70 anni dalla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo: l’Amministrazione comunale, in collaborazione con l’ANPI di Buccinasco, promuove una serie di eventi per riflettere insieme – adulti, ragazzi, bambini – sulla nostra storia, sulle radici della democrazia italiana.

LE SCUOLE
Già da mesi gli studenti delle scuole secondarie di primo grado stanno lavorando al tradizionale concorso sulla Costituzione che quest’anno assume un valore ancora più grande. Per questo, l’ANPI ha chiesto ai ragazzi di elaborare progetti sul tema “Il fiore del partigiano. Le radici della Costituzione: la Resistenza”: le premiazioni si terranno il 21 aprile all’Auditorium Fagnana alle ore 20.

IL TEATRO
Sarà Gianluca Foglia “Fogliazza” con il suo spettacolo “Officine Libertà – L’onda della Madonnina”domenica 12 aprile ad aprire la breve rassegna teatrale dedicata alla Liberazione, con la storia di alcuni uomini e donne, lavoratori e cittadini che, in un’officina dei tram milanese, scoprono di avere l’orgoglio e la forza per riprendersi la libertà, un pezzo alla volta, lottando, fino alla Liberazione. L’onda della Madonnina (“quella volta che venne il mare a Milano”) è il grande sciopero dei tranvieri, incoraggiati dagli scioperi operai, che paralizzò la città, mostrando la forza di cui era capace il popolo. Protagonisti sono un padre e una madre, il figlio, i nonni e quella generazione senza memoria di chi ha vissuto e ha scelto di non raccontare per non far soffrire (Auditorium Fagnana, 12 aprile, ore 21).

Domenica 19 aprile tutta la cittadinanza è invitata ad assistere allo spettacolo “Io odio gli italiani”, un’opera teatrale sui campi di concentramento del Duce (1941-43), a cura delLaboratorio dell’Immaginario – La Danza Immobile, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Ex Deportati politici nei campi nazisti e l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Una storia piccola e delicata ambientata in un campo di concentramento italiano, Gonars, dove i cattivi non sono i tedeschi ma siamo noi, gli italiani. Zofia, una bambina di 12 anni, vi arriva dopo aver visto fucilare suo padre dagli italiani. Nel campo di Gonars è sola, non ha più nessuno, la fame e gli stenti l’hanno resa debole e arrabbiata. Un giorno però incontra Vlado, uno dei tanti artisti internati nel campo, in continua ricerca di un modo per non far morire la bellezza che che dipingeva nei suoi quadri. Tra loro nascerà un rapporto che ci insegnerà che l’umanità e la sensibilità non si possono soffocare e uccidere dietro un filo spinato (Auditorium Fagnana, 19 aprile, ore 21).

Infine il 26 aprile, domenica pomeriggio, FéMa Teatro presenta “Una storia d’Imelda”, spettacolo di burattini che parla ai grandi e ai più piccoli, raccontando oggi una storia di ieri e proponendo alcune questioni legate al fascismo in Italia, alla lotta di Resistenza, alla Liberazione considerando quei tempi e quelle questioni mai passati né risolti attraverso la concretezza del linguaggio popolare e divertente dei burattini. Dalla fine della prima guerra mondiale, tre poveracci, Sandrone e il suo asino Italo, Fagiolino e Mario non sanno come sbarcare il lunario, ma Mario eccelle in scaltrezza e per questo il ricco cav. Duzio lo coopta nella nuova formazione che riporterà l’Italia agli antichi fasti “le camicie nere”. Ben presto si saprà come i camerati ottengono il potere, e Mario ridurrà Sandrone in schiavitù ricattandolo dopo aver rapito Italo. Passeranno vent’anni. La dittatura, e poi ancora guerra, miseria e finalmente il crollo dei regimi nazi-fascisti (Auditorium Fagnana, 26 aprile, ore 16.30).

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