AL VIA #BUCCINASCO CONTRO LE MAFIE

buccimafieBuccinasco (28 febbraio 2014) – “L’omertà è silenzio assenzio”. L’artista milanese Ivan Tresoldi, tra i principali riferimenti della poesia di strada italiana contemporanea, è il testimonial e autore del sottotitolo e leit motiv della seconda edizione di “Buccinasco contro le mafie”, al via da venerdì 7 marzo, anniversario della legge 109 del 1996 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.

Per il secondo anno l’Amministrazione comunale, in collaborazione con le associazioni, organizza una rassegna culturale che offra alla cittadinanza l’opportunità di alcuni momenti riflessione sul tema della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata. Attraverso i linguaggi più diversi – dalla musica al teatro alla street art – si intende fare memoria della storia del nostro territorio e delle vittime delle mafie, coinvolgendo anche la scuole del territorio.

“Il contrasto alla mafia attraverso un’azione culturale che sappia parlare ai cittadini con linguaggi chiari, forti e vicini a tutti – spiega Rosa Palone, presidente del Consiglio comunale con delega alla Legalità – a mio avviso è l’azione politica migliore che possa svolgere un’Amministrazione comunale come la nostra per indebolire il dominio mafioso”.

Incontri, film, musica, teatro, arte. Per tenere alta l’attenzione, per non cadere nel “silenzio assenzio”. Si comincia venerdì 7 marzo con la presentazione del libro “Per il nostro bene” di Alessandra Coppola, giornalista del Corriere della Sera e Ilaria Ramoni, avvocato e amministratore giudiziario, esperta in legislazione antimafia: con le autrici al Centro culturale Bramante alle ore 18 sarà presente il giornalista del Corriere della Sera Cesare Giuzzi.

Un viaggio tra i luoghi un tempo simbolo della mafia, dalla villa di Tano Badalamenti a Cinisi alla reggia di “Sandokan” Schiavone a Casal di Principe fino a cascine della ‘ndrangheta in Piemonte, una pizzeria a Buccinasco (!), castelli, alberghi, maneggi. Il libro racconta cos’erano questi luoghi e cosa sono diventati, tra ostacoli di ogni tipo e tanti, troppi, fallimenti dello Stato. La prima intuizione fu di Pio La Torre (del 1982 la legge La Torre-Rognoni che introdusse per la prima volta nel codice penale il reato di associazione di tipo mafioso), si arrivò nel 1996 alla legge 109 che colpisce i clan in ciò che hanno di più caro, il patrimonio, confiscandolo per riutilizzarlo a fini sociali. Non a caso l’incontro si svolgerà al Centro di via Bramante, un tempo pizzeria della ‘ndrangheta, oggi luogo dove si fa cultura e socialità, segno evidente della reale possibilità di ridare vita e dignità ad un luogo che oggi è un simbolo importante della vittoria dello Stato, alleato alla società civile.

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

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