Il direttivo del Parco agricolo sud Milano ha votato (con voto favolevole del Pd e quello contrario dei Verdi) una modifica ai confini che permetterà di cementificare una grossa porzione di verde agricolo, cioè l’1,5 per cento del territorio comunale compreso nel parco per un massimo di 15 ettari. In tutto si potrà costruire su 5 chilometri quadrati. L’equivalente di una città delle dimensioni di Corsico.
Una quota che si andrebbe ad aggiungere al cemento che potrebbe arrivare grazie ai cosiddetti “Piani di cintura urbana”.
«Ci attendevamo che il Parco difendesse il proprio territorio», spiega il capogruppo dei Verdi in Regione, Carlo Monguzzi. Che con il presidente provinciale Massimo Molteni e il capogruppo in Provincia, Andrea Gaiardelli, lancia un’accusa: «È stato fatto un regalo troppo grande agli appetiti immobiliari». E un appello: «Chiediamo a tutte le forze politiche che hanno a cuore l’ambiente di respingere questa proposta».
La modifica è valida per tutti i 61 Comuni che rientrano all’interno del Parco Agricolo Sud Milano, Buccinasco e Assago
compresi.
Per il Parco ci sarà una compensazione ambientale. «Ma la norma – spiega Gaiardelli – stabilisce il valore economico di queste compensazioni che potranno essere monetizzate. In questo modo c’è il rischio di sottrarre verde che non verrà sostituito in modo concreto», in pratica basterà pagare per costruire.
Un’altra accusa alla decisione: saranno i singoli Comuni a stabilire, all’interno del Piano di governo del territorio (PGT), cosa realizzare e quale sarà l’indice di edificabilità. «E il Parco – continua il capogruppo a Palazzo Isimbardi – non può derogare queste scelte: ci vuole una regia complessiva».
“Siamo in presenza di un vero e proprio delirio di onnipotenza del cemento rispetto alla terra – attacca Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano – non si perde occasione per edificare. La posizione assunta da Bruna Brembilla (Assessore all’ambiente del Pd in Provincia ndr) non mi sorprende solo perché considero centrosinistra e centrodestra uguali sotto il profilo della gestione del territorio: siamo di fronte alla riproposizione, in chiave Pd, della cosiddetta ‘Legge Ammazzaparchi’ del Pirellone“.Insomma, ci risiamo, il Pd insieme al solito partito trasversale del mattone, vuole mettere in discussione il Parco Sud, cosa che non aveva osato fare nemmeno la passata Giunta di centro-destra capitanata dalla Colli.
Credo che le imminenti elezioni della provincia di Milano saranno un’occasione unica e forse irripetibile per fermare i palazzinari e ribadire l’importanza del nostro parco sud.
Rino Pruiti
www.rinopruiti.it
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